La documentazione più antica sulle calzature ha 15.000 anni. Pitture rupestri sono state trovate in una grotta preistorica, raffiguranti uomini che indossano stivaletti e una donna che indossa stivali di pelle con tacco.

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Sebbene la storia della calzatura sia iniziata con il sandalo, il tacco non ha impiegato molti anni per comparire, ma non ha raggiunto la dimensione attuale sin dalla sua origine, ma piuttosto è stato un fenomeno lento. Crebbe centimetro dopo centimetro, nel corso dei secoli per raggiungere l’eccesso nel XVI secolo.

La scarpa col tacco alto non era una cosa esclusiva per le donne, infatti furono prima gli uomini ad utilizzarle.

Fu un popolo anatolico, gli Ittiti, ad inventare la scarpa col tacco

Tutti gli storici riconoscono che i grandi esperti calzolai dell’antichità furono gli Ittiti, che per la prima volta inchiodarono alla suola in cuoio dello stivale spesse borchie di ferro per facilitare la presa.

È probabile che una delle ragioni di ciò avesse a che fare con il fatto di andare a cavallo. I tacchi aiutavano a fissare il piede nella staffa, motivo per cui lo stivale è stato il primo modello di calzatura ad avere un tacco.

Alla sua popolarità durante il Medioevo e l’età dell’oro contribuì il fatto che, poiché la pavimentazione delle strade era di terra, la pioggia infangava le strade urbane, trasformandole in un pantano. Senza contare gli escrementi di animali e persone.

Indossare tacchi alti aiutava ad aggirare questi pericoli e anche gli zoccoli apparvero per quello scopo. Avevano anche l’ulteriore utilità, quella di dare sicurezza alle persone basse, rafforzando la loro autostima.

Il tacco trasformò nel Rinascimento le usanze del vestire e influenzò il modo di camminare perché modificava, cambiava l’indole del corpo potenziandola.

Come abbiamo accennato, il tacco nasceva come elemento aggiunto allo stivale per tenere meglio il piede alla staffa di chi montava a cavallo. Ma quando lo stivale divenne un pezzo usato da nobili e re, tutti si resero conto che dava equilibrio alla figura, esaltava il portamento mentre elevava la statura del gentiluomo.

Evoluzione della scarpa a tacco alto

Nel Rinascimento (XV e XVI secolo) si iniziò ad aggiungere alla calzatura suole di sughero, cuoio e persino di legno, lasciando quasi verticale il piano di appoggio della pianta del piede, a cui si aggiunse un tacco piuttosto alto che si assottigliava mentre raggiungeva la superficie del suolo.

Nel Museo della scarpa Bally , situato nella città svizzera di Schoenenwerd, si possono vedere alcune chapine del XVI secolo, con una piattaforma inclinata in sughero alta diciassette centimetri.

La moda dei tacchi alti era iniziata in Spagna nel XIV secolo, una moda che a Firenze e Venezia raggiunse il punto di stravaganza. Si trattava di scarpe di legno alte e chiare per camminare, su cui spesso era necessario camminare al braccio di qualcuno, di solito una cameriera o un galantuomo.

I tacchi hanno svolto un ruolo psicologico notevole, a partire dalla metà del XVII secolo. In Francia erano di gran moda. L’arte barocca, con una spiccata predilezione per le linee curve, rese di moda le scarpe con i tacchi altissimi nel tentativo estetico di esaltare il busto nelle donne, evidenziare o segnare le scollature in modo più enfatico e stabilire l’equilibrio della silhouette.

Si cercava anche di dare equilibrio all’immagine maschile, ma ne veniva tanto abusato che i signori dovevano usare il bastone per evitare di cadere.

Era tutto promosso in una certa misura da Luigi XIV, monarca basso, che, non raggiungendo i sessanta piedi, volle compensare quella tara fisica, aggiungendo centimetro dopo centimetro altezza alle sue calzature.

I nobili, che volevano adularlo imitandolo, non si rendevano conto che se aumentavano l’altezza dei tacchi, il monarca era sempre relativamente basso, motivo per cui il Re Sole (Luigi XIV) dava continui ordini al suo calzolaio di aggiungere nuovi tacchi sempre più alti.

Questi importanti dettagli furono curati dal calzolaio reale Nicolas Lestrange, apprezzato così tanto da avere il suo ritratto nella galleria del palazzo insieme ai più antichi personaggi aristocratici.

La Rivoluzione francese ha impose scarpe basse per tutti, anche se solo temporaneamente. I suoi leader bandirono parrucche incipriate e tacchi alti, come simbolo di un’epoca di lusso eccessivo e opulenza.

I tacchi sarebbero presto risorti dalle ceneri con il re Luigi Filippo II di Orleans alla fine del XVIII secolo. Il tacco alto iniziò ad essere un patrimonio quasi esclusivo delle donne come accade oggi.

 
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